Ciao sono Silvia.

Per qualche anno ho lavorato come ingegnere.
A un certo punto, però, ho iniziato a sentire che mi mancava qualcosa: avevo bisogno di un lavoro che mi permettesse di stare all’aria aperta, usare le mani e sentirmi davvero parte di ciò che facevo. Forse quel desiderio era nato molto prima.

Sono cresciuta in campagna, tra il giardino, l’orto, le galline di mia nonna, il fienile e i giri con mio nonno sul suo piccolo Ape. All’epoca era semplicemente la mia quotidianità. Solo molti anni dopo ho capito che, senza rendermene conto, desideravo ritrovare proprio quel modo di vivere.
Mentre cercavo una strada diversa, ogni tanto preparavo piccole composizioni floreali per le ricorrenze. Nello stesso periodo ho scoperto il mondo delle flower farm!
Mi ha colpito vedere che un’azienda agricola potesse coltivare fiori e costruire intorno a loro un progetto fatto di natura, relazioni e creatività.
Più osservavo quel mondo, più sentivo che poteva essere anche il mio.
Ho iniziato a guardare i fiori con occhi diversi e a capire che dietro un mazzo non ci sono soltanto colori e profumi, ma persone, scelte e modi completamente diversi di coltivare.

La mia famiglia aveva già un’azienda agricola. Quell’intuizione, unita al desiderio di costruire qualcosa di mio, mi ha fatto capire che forse era possibile trasformare tutto questo in un progetto concreto. Ho iniziato a studiare, seguire corsi, visitare altre flower farm e, infine, a coltivare. Aspettando una semina, osservando una pianta crescere, imparando dagli errori e dalla meraviglia delle prime fioriture, mi sono innamorata dei fiori. Quello che era iniziato come un cambiamento professionale è diventato poco alla volta, il luogo in cui oggi mi sento più me stessa.

Oggi I Giardini di Mafalda sono il luogo in cui tutto questo prende forma.
Un progetto di floricoltura sostenibile nato dal desiderio di vivere la natura in modo autentico.
Per me il fiore è molto più di una coltivazione. È un modo per mettere in relazione la terra con le persone, la bellezza con la quotidianità e un momento vissuto con il ricordo che rimane.

È questo il filo che unisce tutto ciò che faccio.

La mia famiglia aveva già un’azienda agricola. Quell’intuizione, unita al desiderio di costruire qualcosa di mio, mi ha fatto capire che forse era possibile trasformare tutto questo in un progetto concreto. Ho iniziato a studiare, seguire corsi, visitare altre flower farm e, infine, a coltivare. Aspettando una semina, osservando una pianta crescere, imparando dagli errori e dalla meraviglia delle prime fioriture, mi sono innamorata dei fiori. Quello che era iniziato come un cambiamento professionale è diventato poco alla volta, il luogo in cui oggi mi sento più me stessa.

Oggi I Giardini di Mafalda sono il luogo in cui tutto questo prende forma.
Un progetto di floricoltura sostenibile nato dal desiderio di vivere la natura in modo autentico.
Per me il fiore è molto più di una coltivazione. È un modo per mettere in relazione la terra con le persone, la bellezza con la quotidianità e un momento vissuto con il ricordo che rimane.

È questo il filo che unisce tutto ciò che faccio.

Il nome della flower farm è una dedica a lei e a tutto ciò che, fin da bambina, mi ha trasmesso senza bisogno di grandi discorsi: il rispetto per la terra, la cura delle cose fatte con attenzione, la pazienza e la semplicità.

Sono valori che ancora oggi guidano il mio modo di coltivare e vivere questo progetto.

La flower farm

I Giardini di Mafalda nascono nel 2020 all’interno dell’azienda agricola della mia famiglia, nel cuore della Riserva Naturale dei Laghi Lungo e Ripasottile. La flower farm si inserisce in un paesaggio rurale, dove campi coltivati, acqua e stagioni trasformano continuamente il territorio.

Oggi la flower farm occupa circa 3000 mq, ma è un progetto in continua crescita. La natura ha tempi diversi dai nostri e questo luogo li segue con pazienza. Negli anni un nuovo albero trova il suo spazio, un arbusto prende forma, un sentiero cambia prospettiva e una nuova fioritura apre una finestra diversa sul paesaggio. Qui convivono un piccolo campo dedicato ai fiori recisi, un giardino rustico ombreggiato da grandi noci, dove Joe e Polly corrono liberi, e una vecchia stalla recuperata che oggi è diventata il laboratorio floreale. È qui che preparo i mazzi, progetto gli allestimenti, accolgo chi viene a trovarmi e condivido tutto ciò che nasce in farm. Coltivo annuali, perenni, erbacee, arbusti e, negli anni, nuovi alberi che accompagneranno l’evoluzione del giardino.

Mi piace immaginare questo luogo come una casa senza mura, fatta di piccole stanze botaniche, garden rooms, che cambiano nel tempo. Ogni spazio avrà uuna propria atmosfera, una propria luce e un modo diverso di dialogare con la campagna reatina, in dialogo continuo con il paesaggio che la circonda. Per questo I Giardini di Mafalda non saranno mai davvero “finiti”. Crescono lentamente, seguendo il ritmo della terra. Ed è proprio questa continua trasformazione a renderli vivi.

La filosofia

Per me coltivare fiori significa, prima di tutto, avere rispetto per la natura. È il principio che guida ogni scelta e che mi porta a considerare il campo non come uno spazio da sfruttare, ma come un ecosistema da osservare, custodire e accompagnare nel tempo. Coltivo in pieno campo seguendo pratiche di agricoltura rigenerativa e un approccio no dig, con l’obiettivo di migliorare la fertilità del suolo e la vita che ospita. Cerco di intervenire il meno possibile, senza forzare le colture o anticipare le fioriture: ogni pianta segue il proprio ciclo naturale e ogni fiore sboccia quando è il suo momento. Anche negli allestimenti porto avanti la stessa filosofia, scegliendo tecniche prive di spugna floreale e, quando possibile, materiali riutilizzabili o compostabili, perché credo che la sostenibilità si costruisca attraverso tante piccole scelte quotidiane.

Coltivare significa anche creare connessioni. Ogni specie ha un ruolo: i fiori offrono nutrimento ad api, farfalle e altri insetti impollinatori, arbusti e alberi contribuiscono a ricreare habitat e, crescendo, offriranno rifugio a molte forme di vita. La biodiversità non è un obiettivo da raggiungere, ma un equilibrio da favorire. Più un ambiente è ricco e diversificato, più è capace di sostenersi naturalmente. Per questo considero la flower farm anche un luogo di incontro e divulgazione, dove raccontare come nasce un fiore e quanto agricoltura, paesaggio, biodiversità e comunità siano profondamente legati tra loro. Coltivare un fiore, per me, significa prendersi cura di tutto ciò che cresce insieme a lui.

Perché una flower farm è diversa

Oggi molti fiori recisi percorrono migliaia di chilometri prima di arrivare nelle nostre case. Spesso provengono da filiere lunghe, caratterizzate da trasporti, celle frigorifere e consumi energetici elevati e, in alcuni Paesi, da pratiche agricole e condizioni di lavoro molto diverse dagli standard europei. Una flower farm sceglie un’altra strada: coltiva seguendo il ritmo delle stagioni, raccoglie i fiori quando sono pronti e li utilizza il più possibile vicino al luogo in cui sono cresciuti. Questo permette di ridurre l’impatto ambientale, sostenere una filiera locale e valorizzare varietà che difficilmente sopporterebbero lunghi viaggi. Molti dei fiori più delicati esprimono infatti tutta la loro bellezza solo quando vengono raccolti freschi, senza giorni di trasporto o permanenze in cella frigorifera.

La differenza, però, non riguarda soltanto la distanza percorsa da un fiore. Riguarda il modo stesso di fare agricoltura. Le grandi produzioni si basano spesso su estese monocolture; una flower farm, invece, vive della diversità. Annuali, biennali, erbacee perenni, arbusti e alberi convivono nello stesso luogo e ogni specie contribuisce, con il proprio ruolo ecologico, a rendere l’ecosistema più ricco, stabile e resiliente. È un’agricoltura che non cerca di semplificare la natura, ma di collaborare con essa, favorendo gli equilibri che permettono al paesaggio, alla biodiversità e alle persone di crescere insieme. È questa, per me, la vera forza di una flower farm.

L’impegno

Credo che nessuna flower farm cresca da sola. Per questo ho scelto di far parte di reti e comunità che condividono gli stessi valori, pur lavorando su aspetti diversi di questo mondo. Slow Flowers Italy promuove una cultura del fiore locale, stagionale e sostenibile, dove bellezza ed etica camminano insieme. Fiori dalle Flower Farm mette in relazione chi coltiva e chi cerca fiori italiani, contribuendo a far conoscere la realtà delle flower farm. RAMI – Rete Agroecologica Microfarm Italia sostiene un’agricoltura capace di rigenerare ecosistemi, territori e comunità. Attraverso Floret, infine, continuo a formarmi e a confrontarmi con una rete internazionale di coltivatori, accomunati dal desiderio di condividere conoscenze, ricerca botanica e buone pratiche. Ogni realtà rappresenta un tassello diverso dello stesso percorso: coltivare fiori con rispetto per la natura, per le persone e per il territorio.

Slow Flowers Italy